Giulia Cenci

Cortona, 1988

Artist's biography

Giulia Cenci, nata a Cortona nel 1988, si laurea all’Accademia di Belle Arti di Bologna nel 2012 e prosegue la sua formazione con un master in Fine Arts presso la St. Joost Academy di Breda nel 2015. La sua ricerca si concentra su elementi spesso marginali o trascurati, come frammenti di oggetti industriali o dettagli dell’ambiente circostante, che, attraverso il suo lavoro, acquisiscono nuove valenze espressive, rivelando fragilità, transitorietà e le contraddizioni dell’agire umano. Le sue opere indagano la metamorfosi degli oggetti nel tempo, dando vita a installazioni in cui materiali e forme combinano aspetti contrastanti: elementi riconoscibili si intrecciano con segni di un intervento manuale che li altera, li modella, li consuma, fino a trasformarli in entità ibride e ambigue. Le sue sculture si presentano come frammenti incompleti, segnati dall’usura e dall’imperfezione, in un costante dialogo tra naturale e artificiale. Nel 2022 realizza dry salvages (lady), una scultura che fonde ossa di lupo e volti umani in una creatura metamorfica e ambivalente. Il cranio, caratterizzato da tre volti intrecciati, suggerisce una figura enigmatica, sospesa tra attesa e trasformazione. Attualmente esposta a Palazzo Reale, Treesome #3 (2023) rappresenta un esempio emblematico della sua poetica. L’opera si sviluppa attorno a un tronco d’albero, simbolo del mondo organico, sormontato da tre maschere animali che evocano l’alterità della dimensione non umana, ma al tempo stesso rimandano alla condizione umana e alla sua relazione con la natura. I materiali utilizzati evidenziano il dualismo tra il dominio meccanico e quello naturale, creando una tensione tra artificio e organicità. Il titolo stesso, con il suo gioco di parole, amplifica questa dinamica, suggerendo riflessioni sul desiderio umano e le sue intrinseche contraddizioni. L’opera me as a wolf, while trying to reproduce myself several times #16 (2024) fa parte di una serie di dodici disegni in cui l’artista esplora il tema dell’identità attraverso autoritratti in continua trasformazione. Ogni disegno, pur essendo unico, condivide tratti animaleschi più o meno marcati, testimoniando un processo di fusione tra l’umano e il selvatico, tra il sé e l’altro.